FareitaliaMag
1 luglio 2011
Lo abbiamo difeso quando volevano azzittirlo. Lo abbiamo elogiato quando, con “Raiperunanotte”, ha inferto un colpo mortale alla tv generalista. Lo abbiamo esortato quando, concluso il suo rapporto con la Rai, sembrava vicino a La7.
Ma ora, Michele Santoro, facciamo davvero fatica a capirlo. La trattativa con la rete Telecom è naufragata, non si capisce bene perché, e il giornalista salernitano è tornato sul piede di guerra attaccando tutto e tutti, recuperando l'argomento (validissimo, per carità, ma forse fuori luogo in questo caso) del conflitto di interessi. E poi, dopo aver litigato anche con La7, ha assicurato che Annozero si farà in autunno, senza alcun dubbio. Ma come? Su che rete?
Santoro è un grande giornalista. E ne è talmente consapevole che a volte si fa trascinare da un ego palesemente ingombrante, rischiando di dar ragione a chi lo considera “martire di professione”, “incapace di affrontare le sfide del mercato televisivo”, “bisognoso di un nemico interno per dare il meglio di sé”.
È un peccato che Santoro non riesca a smettere i panni di Calimero per concentrarsi solo su quello che sa fare meglio: giornalismo scomodo, a volte fazioso, ma sempre di ottima qualità. E ora qualcuno già dice che l'intenzione del conduttore di Annozero è tornare in Rai a furor di popolo, dopo che il contratto era stato rescisso consensualmente e con una lauta buonuscita.
Che l'azienda di viale Mazzini stia sbagliando tutto è cosa nota. Il fuggi fuggi di queste settimane è la prova più evidentemente di uno stato confusionale che fa il male di quella che viene considerata (a torto) la più grande azienda culturale del paese. Ma Santoro aveva l'occasione di dare una risposta proprio a quella Rai che non lo aveva apprezzato e che, anzi, spesso aveva tentato indecentemente di mettergli i bastoni tra le ruote.
E invece no. Il Nostro ha preferito replicare un copione già visto fin troppe volte. Dopo lo scellerato “editto bulgaro”, Santoro aveva giustamente creato attorno a sé l'aura dell'epurato per motivi politici ed era riuscito a raccogliere la solidarietà anche di chi notoriamente non la pensa come lui.
Oggi, però, all'ennesimo replay anche nei confronti di La7 e Telecom Italia Media, comincia a venirci il dubbio che ci goda proprio a fare la vittima e che forse non ha tutti i torti chi lo accusa di non saper stare sul mercato.
Mentre attendiamo di essere smentiti (ci farebbe molto piacere vedere un Santoro libero e a briglia sciolta su La7), assistiamo impotenti all'ennesimo teatrino politico-televisivo, la solita pièce tragicomica in cui tutti i protagonisti fanno la figura degli idioti. Anche noi telespettatori, purtroppo.
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